Ti spingo, ti picchio,... - ODIPA Obiettivo Diagnosi e Intervento per l'Apprendimento

Vai ai contenuti

Menu principale:

Ti spingo, ti picchio,...

"Ti spingo, ti picchio, ti insulto, ti mordo"

 


Il comportamento aggressivo nei bambini e negli adolescenti assume numerose forme.
Spesso stiamo molto attenti all’episodio
in cui il comportamento aggressivo si verifica: Luca ha spinto quello, ha picchiato l’altro….ma capita di fare grande fatica a comprendere le ragioni ed il perché questi comportamenti si verificano.

Comportamento Aggressivo
In molti bambini e ragazzi il comportamento aggressivo in realtà non è altro che un sintomo.
Spesso nasconde una richiesta di attenzione, una sensibilità e vulnerabilità profonda, una mancata o non corretta elaborazione di sentimenti, una paura, una insicurezza, e tanta sofferenza e frustrazione.
Il filo conduttore che sta alla base del comportamento aggressivo è il non sapere e il non riuscire
a trovare una strategia alternativa per risolvere quella situazione.

Che tipo, a chi e con che frequenza?
Innanzitutto è importante capire che tipo di aggressività il bambino ci sta manifestando.
Esistono infatti diversi tipi di aggressività.
- Parliamo di aggressività verbale, quando l'attacco avviene con insulti, offese, ingiurie;
- Parliamo di aggressività fisica, quando l'attacco avviene con comportamenti quali spingere, mordere, picchiare, scuotere, percuotere, ecc.
Dobbiamo poi capire chi
viene aggredito e con che frequenza.
Posso rivolgere la mia aggressività verso “altri”
(aggressività eterodiretta: persone, animali, oggetti) o posso rivolgere la mia aggressività verso me stesso (aggressività autodiretta).

Cosa si può fare?
In tutti i casi il ruolo del genitore è quello di fornire quanto più possibile dei modelli comportamentali positivi.
I bambini imparano a risolvere i conflitti osservando "come"
gli adulti reagiscono alle situazioni: urla e punizioni sono esempi negativi. Analogamente l'uso di metodologie educative troppo permissive o troppo autoritarie ci porterà ad aumentare ed incentivare i comportamenti problematici, e non a risolverli.
Esistono tante strategie per aiutare un bambino ad ispirarsi a soluzioni alternative, ma occorre manifestare sempre
chiarezza e coerenza nell’applicarle.
Quando come genitori, insegnanti o educatori sentiamo di avere delle difficoltà a trovare delle strategie efficaci per fronteggiare situazioni particolarmente complesse, non esitiamo a chiedere aiuto agli specialisti.
Il primo passo è sempre quello di cercare di capire cosa c’è dietro
al comportamento aggressivo del nostro bambino.
Questa premessa è indispensabile per iniziare a ricercare e utilizzare concretamente strategie più funzionali e alternative
che mettano il bambino in grado di capire il perché delle sue azioni.

a cura di
Dott.ssa Simona Rattà

 
 
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu