La disciplina, l'ordine... - ODIPA Obiettivo Diagnosi e Intervento per l'Apprendimento

Vai ai contenuti

Menu principale:

La disciplina, l'ordine...

"La Disciplina, l'Ordine, ...e la Socializzazione tra gli studenti"

 

E' possibile consultare questo articolo anche nel blog del collega Dott. Gianluca Lo Presti, cliccando al link:  gianlopresti.blogspot.it

 

Le nostre classi di oggi raggiungono una densità di circa 25 o più alunni per classe.
Ciò comporta una grande fatica di gestione disciplinare e didattica
da parte di molti docenti che riferiscono numerose difficoltà a causa di classi sempre più numerose.

Il numero così elevato di bambini in una classe, con un solo docente, o  con soli due docenti quando vi è la compresenza, porta a volte a concentrarsi di più sugli aspetti della disciplina, dell’ordine e della sicurezza, per controllare meglio
i comportamenti socialmente indesiderati in classe.

 

Misure costruttive o potenzialmente rischiose?
Le misure adottate per gestire le situazioni difficili a scuola sono molto diverse.
Alcune si rivelano costruttive
, altre potenzialmente rischiose per lo sviluppo di ulteriori difficoltà nei propri alunni.
Frequentemente mi capita di sentire che il banco del “bambino che disturba” si sposta sotto la cattedra, il banco del “bambino che si distrae e distrae gli altri” si sposta in pima fila, il banco del “bambino più in difficoltà” si sposta vicino a quello dell’insegnante di sostegno, in posizione defilata, per recare meno disturbo al resto della classe…      
…Queste modalità, che potrebbero sembrare a noi adulti di maggiore controllo
delle situazioni potenzialmente “pericolose” a causa del  numero elevato di alunni “problematici”, se da un lato tengono meglio a bada i comportamenti considerati disturbanti, dall’altro possono compromettere quei comportamenti e atteggiamenti sociali che invece sono autenticamente desiderabili, utili alla formazione della persona e dell’individuo, come il corretto scambio e socializzazione tra coetanei.

L'inclusione nel gruppo dei pari
Il rischio maggiore di pratiche consolidate di “allontanamento” di alcuni bambini della classe, può indebolire le dinamiche di inclusione nel gruppo dei pari
, rendendo poveri e infelici i rapporti tra compagni.
Allo stesso modo, il promuovere eccessivo conformismo e controllato gregarismo in aula rende l’ambiente affamato e bisognoso
di flessibilità e nuove possibilità di scambio.
Negare agli studenti la possibilità di comunicare, la libertà di scegliere con chi comunicare, di seguire i propri ritmi di socializzazione, comporta il rischio di crescere persone a disagio con se stesse, più fragili ed emotivamente più sensibili perché incapaci di gestirsi nella relazione con l’altro
.
L’ottica di relazioni tra coetanei liberamente scelte e di momenti socializzanti qualitativamente migliori per tutti, potrebbero rivelarsi un’ottima risorsa per gli studenti, un’occasione sorprendentemente appagante e formativa per la vita.

Socializzazione Positiva
Gli ambiti di socializzazione che saranno liberamente scelti
dagli alunni, concordati con l’adulto, devono avere alla base l’idea del momento di incontro, di condivisione, di scambio di percorsi positivi con tutti, enfatizzando le risorse di ognuno, non le differenze.
Sottolineando le potenzialità di ciascuno
, non i difetti.  Elogiando i successi reciproci, non i fallimenti.
Questi momenti di vera positiva socializzazione
saranno preziosi nella nostra classe, potranno aiutarci a confrontarci maggiormente, a condividere esperienze e vissuti, a superare i momenti di scoraggiamento, a riflettere insieme e collettivamente sui problemi e le possibili soluzioni, arricchendoci l’uno con l’altro, con un sorriso in più.

a cura di
Dott.ssa Simona Rattà

 
 
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu