Insegnare a sbagliare e spiegare a correggersi - ODIPA Obiettivo Diagnosi e Intervento per l'Apprendimento

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Insegnare a sbagliare e spiegare a correggersi

"Insegnare a sbagliare e spiegare a correggersi"

 

Sulla scia di T. Edison, che diceva:
"Chi non sbaglia mai perde un sacco di buone occasioni per imparare qualcosa", ma a scuola, il Signor Errore
,
è realmente da punire e sanzionare con rimproveri o brutti voti scolastici
?

 

Il Signor Errore
Panico di sbagliare, pianti a casa e a scuola, ansia, angoscia scolastica, paura dell'insuccesso e rifiuto scolastico, sono solo alcune delle pericolose conseguenze che può causare l'errata modalità di correzzione di un errore.
L'errore a scuola, come a casa, come nel gioco, come nella vita è importante e fondamentale nel processo educativo e di costruzione di nuove conoscenze.

In alcune esperienze scolastiche mi è capitato di osservare che l'errore è percepito come qualcosa di assolutamente negativo, da sottolineare con penne rosse o blu, da sanzionare con voti bassi e giudizi tesi ad evidenziare minuziosamente le presunte lacune e incertezze dell'alunno, e quello che dovrebbe ancora fare ....e dare ....e imparare di più.
Dunque l'errore visto come testimonianza della possibile devianza di quanto ‘imparato’ e 'appreso'
dall'alunno rispetto a quanto ‘insegnato’ in classe.
Eppure ci sono tante e tante, ma tante, teorie pedagogiche e psicologiche che ci dicono il contrario...

L'autocorrezione
...Ci dicono che la motivazione, l'interesse, la curiosità, addirittura l'emozione determinate da un errore possono facilitare le capacità di apprendimento di un alunno, se all'alunno stesso viene data la possibilità di auto-correggersi.
Il bello di questi studi è che viene elogiata non la figura di un'insegnante che va a caccia dell'errore per sanzionarlo, ma del docente che porta l'alunno a
scoprire, a curiosare, e a cacciare lui stesso l'errore, per riflettere su ciò che sta avvenendo nella sua mente, mentre sta imparando.
“E’ sorprendente vedere come gli studenti possano perdere una parte della loro paura di sbagliare, profondamente radicata in loro, quando si trovano con un insegnante che non chiede di essere nel giusto, ma soltanto di unirsi a lui nella ricerca dell’errore
: del suo come del proprio” (Postman, 1981).

Il Diritto di sbagliare e fare errori
Sanzionare l'errore è dunque ferire l'apprendimento.
Come docenti abbiamo la possibilità di insegnare ai nostri alunni tante cose, e tra queste anche di sbagliare e fare errori
.
Perchè? Perchè anche da un errore possiamo imparare a costruire mille e più nuovi significati.

Come diceva Don Milani (Scuola di Barbiana, 1967):
"Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo?
"

 
Esempi di insegnamento positivo 
                                             
Il quaderno di un bambino comunica ciò che respira, ció che immagina, ció che lo ferisce, ciò che lo fortifica, ciò che lo rende fiero di sé... quando il quaderno che osservo trasuda di fiducia, di accettazione dell'errore, di rinforzo positivo, di indicazioni utili per fare meglio, ho spesso davanti a me un bambino più fiducioso, più tollerante dei suoi errori, più autonomopiù sicuro, più aperto ad apprendere.
Dietro a quel quaderno e a quel bambino c'é tanto. Dietro questo tanto c'é poi un meraviglioso insegnante. Un insegnante che esce fuori dal coro, e con le sue qualità umane autentiche inorgoglisce anche i più scettici. Questi straordinari insegnanti hanno compreso anni e anni di ricerca scientifica che dimostrano che: "chi viene ricompensato quando fa bene impara molto più velocemente di chi é punito perché sbaglia" (F.B. Skinner psicologo famoso in tutto il mondo).
Condivido con fierezza questi esempi positivi perché, anche se a volte ci si sente come meteore in una infinita galassia, dobbiamo sostenere in coro che a nessun bambino può essere ostacolata la possibilità di brillare.


a cura di Dott.ssa Simona Rattà
 
 
 
 
 
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