Il PDP - ODIPA Obiettivo Diagnosi e Intervento per l'Apprendimento

Vai ai contenuti

Menu principale:

Il PDP

11. Che cos’è il PDP (Piano Didattico Personalizzato)?

Il Piano Didattico Personalizzato - PDP (Modelli di Piano Didattico Personalizzato PDP-Miur), è un documento che prevede la personalizzazione del percorso didattico per alunni e studenti con diagnosi di DSA (come prevista dal DM 12 luglio 2011e dalle Linee Guida sui DSA), redatto dalla scuola, in collaborazione, con la famiglia e, quando possibile, lo specialista di riferimento.

Nel PDP sono stabiliti gli
strumenti compensativi e le misure dispensative appropriate per ogni materia, le strategie metodologiche e didattiche utilizzabili, i criteri e le modalità di verifica e di valutazione, eventuali modifiche all’interno degli obiettivi per il conseguimento delle competenze fondamentali dell’alunno/studente con DSA, con l’obiettivo di assicurare il conseguimento delle competenze fondamentali del curricolo e garantire una pari opportunità di apprendimento.
La redazione del documento è di competenza della scuola, prevede degli incontri di confronto tra docenti, famiglia e clinici (se invitati e autorizzati a partecipare) nel rispetto dei reciproci ruoli e competenze. 

La presenza del clinico durante la stesura del PDP non è obbligatoria, ma può essere richiesta dalla famiglia o dalla scuola, previa autorizzazione della famiglia stessa. 


Il PDP può essere redatto dalla scuola anche in caso di alunni con
BES -Bisogno Educativo Speciale (clicca qui per approfondire).

Passaggi importanti
La famiglia, a seguito del percorso di valutazione psicodiagnostico effettuato, deve consegnare la certificazione della diagnosi di DSA alla scuola (Dirigente Scolastico o Segreteria), chiedendo che venga protocollata.
Successivamente,
entro il primo trimestre dell'anno scolastico di riferimento (o se la diagnosi perviene in corso d'anno, entro il 31 marzo per gli anni terminali di ciascun ciclo scolastico) la scuola può predisporre degli incontri per la stesura del Piano Didattico Personalizzato, coinvolgendo la famiglia dello studente.
Il documento, redatto in
duplice copia, deve essere infine firmato dal Dirigente scolastico, il team docenti, e la famiglia.
Quest'ultima riceverà una copia firmata del PDP.

- Cosa deve contenere un PDP?
Secondo le "Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento" -12 Luglio 2011 il documento deve contenere:
"le seguenti voci, articolato per le discipline coinvolte dal disturbo:
• dati anagrafici dell’alunno;

• tipologia di disturbo;
• attività didattiche individualizzate;
• attività didattiche personalizzate;
• strumenti compensativi utilizzati;
• misure dispensative adottate;
• forme di verifica e valutazione personalizzate".
Per ciascuna materia vanno pertanto individuati
obiettivi e contenuti da acquisire nel corso dell'anno scolastico, tenedo conto dei tempi di elaborazione, produzione, comprensione delle consegne da parte dell'alunno.
Inoltre le
attività di studio, di verifica e di valutazione dovranno essere calibrate in base alle reali capacità e potenzialità dello studente.
Tra le misure previste è possibile ridurre la quantità di compiti; in fase di verifica concedere l'uso di mappe concettuali, immagini, schemi, ecc..; organizzare interrogazioni e verifiche programmate, consentire tempi più lunghi per le prove scritte, elaborare i testi della verifiche scritte in formato digitale; ridurre o selezionare la quantità di esercizi nelle verifiche scritte; compensare le prove scritte non sufficienti con verifiche orali.
Nelle modalità di valutazione, è possibile tenere conto del contenuto e non della forma, valutare e conoscenze e non le carenze dell'alunno, e così via (per approfondire leggi qui: Linee Guida).

- Il PDP va aggiornato?

"L'art. 5 "Misure educative e didattiche di supporto" comma 3 della Legge n. 170/2010, esplicita che tutti gli interventi didattici individualizzati e personalizzati devono essere documentati e sottoposti periodicamente a monitoraggio per valutarne l'efficacia e verificare il raggiungimento degli obiettivi. 

E' opportuno che il PDP venga verificato dal team docenti due o più volte l'anno (per esempio in sede di scrutini) e modificato ogni qualvolta sia segnalato un cambiamento nei bisogni e/o nella difficoltà dell'alunno" (I DSA e gli altri BES: Indicazioni per la pratica professionale, Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, 2016)

- Cosa succede se i genitori si rifiutano di firmare il PDP?
Come esplicitato dalla normativa di riferimento e dal documento "I DSA e gli altri BES: Indicazioni per la pratica professionale", Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, 2016: "Se la famiglia si rifiuta di firmare il PDP del figlio la scuola può decidere di non adottare le misure dispensative e gli strumenti compensativi previsti dalla Legge. L'eventuale non condivisione da parte dei genitori della stesura del PDP non esime i docenti dal farsi carico delle difficoltà dell'alunno e dall'attivare un percorso personalizzato non formalizzato, che rientra in una normale azione didattica e non richiede l'acquisizione di un'autorizzazione ufficiale da parte della famiglia".

- Come fa la famiglia a verificare se quanto scritto nel PDP è applicato in classe?
"Secondo la Legge sulla trasparenza n. 241/90, la famiglia può richiedere copia e/o visione di tutti gli atti amministrativi scolastici.
In questo modo è possibile
visionare verifiche e compiti in classe: è sufficiente che la famiglia inoltri una motivata richiesta scritta e la scuola è obbligata a far vedere e/o far avere copie dei documenti richiesti, compresi i verbali di classe e interclasse, nelle parti in cui riguardano il figlio.
Le Linee Guida per i DSA (allegate al D.M. 5669 del 12 Luglio 2011) prevedono, inoltre, che la scuola curi di "predisporre incontri con le famiglie coinvolte a cadenza mensile o bimestrale, a seconda delle opportunità e delle singole situazioni in esame, affinchè l'operato dei docenti risulti conosciuto, condiviso, e ove necessario, coordinato con l'azione educativa della famiglia stessa" (I DSA e gli altri BES: Indicazioni per la pratica professionale, Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, 2016)

Ulteriori Chiarimenti 

Alcuni chiarimenti da parte dei rappresentanti del Ministero, dell'Università e della Ricerca (MIUR) alle domande poste dalle Associazioni: Relessica, Beautiful Mind, DI.RE FA.RE., Orto del sapere e S.O.S. Dislessia Alta Val di Cecina. (Testo di seguito tratto da Associazione Italiana Dislessia, sito web: www.aiditalia.org)


- Gli studenti dsa hanno diritto ad usare gli strumenti previsti nel vecchio pdp fino alla redazione del nuovo PDP, nei test d’ingresso e nelle prove scritte e orali?

Gli strumenti compensativi e le misure dispensative sono generalmente già elencati nella certificazione. In attesa della formalizzazione del Piano Didattico Personalizzato (PDP) vanno attuate preventivamente le misure indicate nella certificazione; gli eventuali voti negativi ottenuti senza gli strumenti compensativi e le misure dispensative vanno riconsiderati alla luce del PDP e non possono assolutamente fare media. I test di ingresso essendo tali non dovrebbero a priori fare media.

- Il PDP può essere consegnato in visione alla famiglia prima della firma, perché sia letto con attenzione ed eventualmente sottoposto agli specialisti che seguono lo studente?
Certamente copia del PDP può essere consegnato alla famiglia che ne faccia richiesta prima di firmarlo, per studiarlo e/o sottoporlo agli specialisti di fiducia.

- È possibile la redazione di un pdp per ragazzi con bisogni educativi speciali? È a discrezione del consiglio di classe o la famiglia ne può fare richiesta?
Il consiglio di classe è sovrano nel decidere se fare o meno un PDP per alunni con bisogni educativi speciali che non ricadano sotto l’ombrello della legge 104/1992 o della legge 170/2010. Se poi la famiglia non lo vuole, deve motivare per iscritto il diniego alla firma. Viceversa, anche la famiglia può chiedere al consiglio di classe che sia adottato un PDP e nel caso il consiglio di classe fosse contrario, deve verbalizzarne il motivo.

- Riguardo la valutazione: un voto positivo può “cancellarne” uno negativo sul medesimo argomento o gli insegnanti sono costretti a fare la media con entrambi i voti?
Gli alunni che hanno diritto alla compensazione orale delle prove scritte con prove orali compensano appunto le prove scritte e quindi se la prova orale è buona non ha senso che il voto finale sia una media… quantomeno dovrebbe esser una media pesata con peso preponderante sulla prova orale.

Di seguito due video per approfondire sul Piano Didattico Personalizzato:

 


 
 
 
 
 
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu