Genitori-Figli: entrare in Sintonia - ODIPA Obiettivo Diagnosi e Intervento per l'Apprendimento

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Genitori-Figli: entrare in Sintonia

"Genitori - Figli: Come entrare in sintonia"

 

Mi hai mancato di rispetto!
Niente TV questa sera
In che modo riusciamo a far rispettare le regole nella nostra famiglia? Riusciamo a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati per educare al meglio i nostri figli? Come gestiamo la disciplina nel nostro contesto familiare?

 

Urla, punizioni, minacce
Quando ci arrabbiamo perchè nostro figlio si comporta male, capita che la maggior parte delle volte perdiamo così tanto le staffe da trovare come rimedio rapido e istantaneo l'uso di minacce o di punizioni
Quanti ricorrono a urla e gesti di rabbia? I genitori reagiscono, i bambini continuano ad agire e reagire a loro volta, così che si crea un  circolo vizioso di rabbia e reciproca incomprensione dei propri punti di vista. 
Non c'è da meravigliarsi che il più delle volte la tensione prende il sopravvento, così che imponiamo delle conseguenze dirette punendo i comportamenti inappropriati. Ma i cattivi comportamenti sono tutti uguali? In realtà possiamo imparare a distinguerli in "comportamenti lievemente negativi" (il bambino urla, protesta per un divieto...) "mediamente negativi" (il bambino usa parolacce, dice bugie, si oppone/rifiuta) e "gravemente negativi" (il bambino tira calci, pugni, lancia/rompe oggetti...).
Spesso, punire allo stesso modo questi differenti comportamenti negativi, non solo conduce a inefficacia della punizione (il bambino la volta successiva metterà di nuovo in atto il comportamento, e già si "aspetta" la nostra solita punizione), ma non aiuta il bambino a collaborare nell'immediato e a comprendere il perchè quella sua azione viene considerata inopportuna in quel dato momento. 
La ricerca informa che stabilire automaticamente delle conseguenze non è il modo migliore per aiutare il bambino a disciplinare il suo comportamento. 

Ma allora cosa fare?
Daniel Siegel e Tina Payne Bryson,  rispettivamente psichiatra, e psicologa e psicoterapeuta, nel loro libro "La sfida della disciplina -Governare il caos per favorire lo sviluppo del bambino" (2015) suggeriscono una "disciplina senza lacrime", con l'obiettivo di "entrare in sintonia con il bambino e reincanalare".
Gli Autori affermano che: "al centro di ogni nostra azione dovrebbe esserci il rapporto con nostro figlio. Quando giochiamo con lui, conversiamo, ridiamo insieme e anche quando stiamo insegnando la disciplina, dovremmo fare in modo che il bambino faccia esperienza, dedicargli attenzione, mostrargli rispetto ascoltandolo, dare importanza alla soluzione del problema e fargli sapere che siamo dalla sua parte, a prescindere se il suo comportamento ci piaccia o meno".
E' proprio quando si comporta male che ha più bisogno di noi
I bambini devono essere aiutati a capire come va il mondo: cosa è permesso e cosa non lo è.
Gli interventi disciplinari dovrebbero poi adattarsi all'età, al temperamento e al livello di sviluppo, al contesto nel quale ci si trova. 
Tuttavia è bene sottolineare che "sintonia non significa permissività", ovvero non significa lasciar fare tutto ciò che si vuole. Significa stabilire delle regole, sapere in anticipo come controllarsi nei diversi contesti e aiutare il bambino a verbalizzare le sue emozioni e i suoi pensieri quando non è in grado di farlo da solo. E' bene ricordare che la "maturità emotiva" si sviluppa nel tempo: come genitori dobbiamo essere in grado di dare un nome a ciò che il bambino prova in quel momento, insegnandogli a "controllare" le sue risposte emotive automatiche ancora poco autoconsapevoli.
I nostri figli hanno bisogno di compiere esperienze per capire come ritardare la gratificazione immediata, come frenare l'impulso a reagire con rabbia e aggressività, come imparare ad adattarsi con flessibilità alle situazioni che limiteranno il loro potere di azione. 
Possiamo dire "NO" al comportamento, ma dire "SI" al bambino, empatizzando con lui su quanto è accaduto, su ciò che in quel momento ci ha infastidito di quella situazione o di quel comportamento (attenzione a sottolineare le caratteristiche del comportamento che non è adeguato, e non a soffermarsi sulle caratteristiche del bambino). 
Facciamo degli esempi per capire meglio:

- Esempio Positivo --> Focalizzarsi sulla propria reazione emotiva come genitore e sulla situazione da modificare, dicendo "NO" al comportamento: 
"Mi ha dato fastidio e mi sono innervosita quando ho visto la camera in disordine. Non approvo quando si finisce di giocare e non si rimettono i giochi nel loro posto" 

- Esempio Negativo --> Focalizzarsi sulle caratteristiche del bambino, umiliarlo, mortificarlo, dire "NO" al bambino: 
"Sei il solito perditempo e pigro!Possibile che non sei capace neanche a sistemare la camera? Quante volte te lo devo ripetere, non capisci niente!"


Riassumendo ...
Entrare in sintonia con il bambino con un atteggiamento empatico, ridefinendo regole chiare, semplici e condivise da tutti, ascoltarsi e comprendere pienamente i reciproci punti di vista, aiuta a reincanalare il comportamento negativo verso un modo di agire più appropriato, dando un buon esempio di come controllarsi meglio in futuro. 
Tuttavia "reincanalare" non sarà efficace se il bambino è ancora arrabbiato per la situazione ed è sopraffatto da emozioni negative, perchè sarà incapace di ascoltarci e dunque di entrare in sintonia con noi in quel momento. 
Tutti siamo più ricettivi solo quando siamo riusciti a calmarci, ma non quando siamo in preda alla rabbia
Si potrebbe obiettare che è difficile mettere in pratica questi accorgimenti. Ed in effetti lo è. Tradurre quotidianamente quanto descritto richiede esercizio, allenamento costante, ma farlo è davvero importante
Alcuni pensano che la strada più semplice e rapida sia urlare: "Adesso smettila!Stai zitto!". 
Ma prestare attenzione al bambino oggi, entrare in sintonia con lui, proprio durante la situazione- problema, vi metterà nella posizione di ricercare insieme a lui una collaborazione, una maggiore complicitàserenità e tranquillità emotiva che vi farà di certo risparmiare un sacco di tempo nella vostra crescita insieme, l'uno a fianco all'altro.
Che sia una marachella o un sorriso, una linguaccia o un bacio, un capriccio o un abbraccio, è solo entrando in sintonia, che ne usciamo davvero tutti vincitori. 

A cura di Dott.ssa Simona Rattà

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