Disturbi/ Difficoltà associati - ODIPA Obiettivo Diagnosi e Intervento per l'Apprendimento

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Disturbi/ Difficoltà associati

7. Quali sono i disturbi o le difficoltà che si possono presentare associate ai DSA?

Una caratteristica rilevante nei DSA è la "comorbilità"  (Consensus Conference, 2010), che vuol dire  "compresenza". La compresenza è riferita alla possibilità che la persona con un Disturbo Specifico di Apprendimento possa presentare associati:

- più Disturbi specifici dell’apprendimento  (ad es. chi è dislessico potrebbe presentare anche la disortografia, disgrafia, discalculia);

- altri Disturbi neuropsicologici (ad es. l’ADHD, Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività, Disturbo Specifico di Linguaggio, presente in circa il 50% dei casi di DSA, Disturbo della Coordinazione Motoria, e così via);

- Disturbi psicopatologici (Ansia, Depressione, Disturbi della Condotta, ...). 

In riferimento a questo ultimo aspetto molti studi sull’argomento (Searcy, 1988; Wong, 1996,*), evidenziano che in circa l’80% dei casi i bambini con problemi di apprendimento presentano anche problematiche di tipo relazionale, cui si associa minore adattamento sociale ed emotivo, maggiore ansia, ritiro in se stessi, depressione e bassa autostima

Durante il percorso scolastico la complessità ad intervenire in modo efficace nasce spesso dalla difficoltà ad identificare precocemente segnali di rischio negli apprendimenti. 

Un numero consistente di bambini ricevono "diagnosi tardive", o ricevono diagnosi senza che sia loro spiegato cosa vuol dire "essere dislessici": in assenza di una corretta spiegazione, questi bambini tendono a sentirsi "non come gli altri", percependosi poco intelligenti, collezionando nel corso degli anni numerosi insuccessi scolastici.

Molti bambini spesso sono etichettati come lenti, pigri, svogliati, scarsamente motivati, poco impegnati nello studio, con difficoltà di attenzione e concentrazione, e ricevono costanti richiami e giudizi negativi quotidiani, biasimi frequenti da parte di adulti e coetanei. Nei casi più gravi vivono sulla "loro pelle" episodi di bullismo verbale o fisico sistematici, che, ripetuti nel tempo, non solo si ripercuotono negativamente sul sviluppo emotivo, ma generano una grande sofferenza psicologica e un profondo stato disagio non sempre prontamente compreso dagli adulti di riferimento.

A livello psicologico si incrementa in questi bambini e ragazzi un vissuto di sfiducia e di "senso di colpa": si sentono colpevoli di andare male a scuola, pensano che "è colpa loro" se non riescono a raggiungere i risultati dei loro compagni e si percpiscono poco interessanti per gli altri, perchè si convincono di avere scarse competenze e capacità, "di essere da meno". 

Il senso di colpa, associato ad una bassa autostima e una bassa autoefficacia percepita negli apprendimenti comporta ricadute rilevanti sulla scelta della propria carriera scolastica, personale e professionale futura.
Altri disturbi psicopatologici che si possono trovare associati ai DSA sono i "disturbi di ansia" e i "vissuti depressivi". 

Gli Effetti dell'Ansia
L'ansia è uno stato psichico dell'individuo, caratterizzato da una sensazione di intensa preoccupazione o paura spesso infondata, relativa ad una situazione che il soggetto percpisce come potenzialemente pericolosa
L'ansia a scuola può manifestarsi non solo in vista di verifiche o interrogazioni, ma anche tutte le volte che si è seduti in classe e si è eccessivamente preoccupati di non dare la risposta giusta, di essere interpellati senza preavviso, di essere oggetto di scherno per aver sbagliato o commesso errori. 
"A scuola se fai la cosa giusta sei spesso premiato, se fai la cosa sbagliata sei spesso rimproverato, sgridato".
All'ansia si potrebbero associare delle manifestazioni somatiche frequenti: il bambino si lamenta di avere "mal di pancia, mal di testa, senso di vertigini, nausea,..." ed esprime grande rifiuto di andare a scuola. 
Non di rado può essere presente insonnia, risvegli notturni frequenti, segnali che devono essere colti dai genitori in quanto informano che c'è qualcosa che sta turbando e non rendendo sereno il prorpio bambino. 
Nei casi più gravi possiamo osservare la fobia scolastica, o rifiuto ansioso della scuola, in cui il livello di ansia, paura e angoscia nel recarsi e restare a scuola possono compromettere in modo significativo una regolare frequenza scolastica, con assenze ripetute che possono condurre a un blocco della frequenza.

Gli effetti dei vissuti depressivi
Alcuni studi epidemiologici recenti hanno evidenziato inoltre che tra i ragazzi della fascia d'età compresa tra gli 8 ed i 18 anni, una percentuale di oltre il 7% soffre di disturbi depressivi (in particolare depressione maggiore e distimia), con una età di esordio più precoce rispetto agli anni passati.
Tra i bambini, la diffusione dei vissuti depressivi è minore (circa il 2%) rispetto agli adolescenti (4-8%). 
I vissuti depressivi si denotano con la percezione da parte del bambino/ragazzo di un senso di profonda tristezza, diminuito interesse per le attività che prima lo incuriosivano, irritabilità, a volte anche marcata ostilità aggressività,  problemi di concentrazione, povertà di energia, trascuratezza nella cura dell'igiene personale e il modo di vestirsi, bassa motivazione nel fare la maggior parte delle attività quotidiane, ricorrenti pensieri negativi (la vita non vale la pena di essere vissuta, nessuno mi ama, non valgo niente...), e nei casi più severi, presenza di idee suicide.  Anche in questo caso possono osservarsi difficoltà nel ritmo sonno/veglia.
Nell'età adolescenziale i vissuti depressivi si potrebbero accompagnare alla messa in atto di comportamenti antisociali, consumo di alcolici, l'abuso di sostanze stupefacenti.


Cosa fare
Ogni bambino o ragazzo con disturbo specifico di apprendimento può presentare un’evoluzione diversa, che dipende dai molteplici fattori, che possiamo riassumere in:
1) GRAVITA' del DSA: i bambini/ragazzi con severi disturbi dell'apprendimento sono più resistenti all'intervento e all'automatizzazione, di conseguenza il loro stato psicologico di disagio sarà maggiore, dunque lavorare con lo specialista anche sugli aspetti emotivi e relazionali diventa prioritario nel progetto di trattamento;
2) RISORSE: le risorse possono riguardare il bambino/ragazzo o il contesto di riferimento. 
Rigurado il bambino/ragazzo per risorse si intondono i punti di forza o particolari abilità specifiche che già possiede, le quali andranno stimolate e rinforzate positivamente dagli adulti di riferimento, perchè possono fornire vie di compensazione sia dal punto di vista funzionale, che psicologico. 
Riguardo il contesto, si fa riferimento alle risorse presenti nei genitori (nel contesto familiare) e negli insegnanti (contesto scolastico) che dovranno adottare una comunicazione efficace, un ascolto attivo mirato al fronteggiamento delle difficoltà, e aiutarli ad affrontare le situazioni problema (un approfondimento in questo post: "Le conseguenze che insegnano: il Problem solving")
3) PRECOCITA' DIAGNOSIuna buona valutazione psicodiagnostica è il passaggio prioritario in una situazione di difficoltà o di disturbo, in quanto consente di comprendere i punti di forza e di debolezza, di impostare un piano efficace di intervento, che dovrà essere non solo sugli apprendimenti, ma anche di sostegno psicologico qualora si ravvisa la presenza di difficoltà emotive-motivazionali, bassa autostima, eccessiva ansia e/o vissuti depressivi.
4) EFFICACIA: ovvero coerenti, adeguate, corrette reazioni e risposte da parte dell'ambiente (famiglia/scuola); perchè è importante questo? Perchè possiamo progettare qualsiasi forma di aiuto e intervento, ma per riuscire ad ottenere buoni risultati bisogna rispondere coerentemente a chi ci sta richiedendo aiuto, imparare ad osservare e rispondere ai segnali di disagio, collaborando tutti insieme, monitorandosi costantemente, calibrando di volta in volta cosa e come si fa, perchè ogni storia è diversa l'una dall'altra, necessita di massima attenzione e dovute indicazioni specifiche su come procedere. 
Una buona riuscita dell'intervento dipende anche in larga misura dalla "sintonia" che si stabilisce tra tutte le figure in gioco (famiglia, specialista, scuola), oltre che dall'efficacia di un buon progetto di trattamento

Concludendo...
In conclusione, la vasta gamma di difficoltà, disturbi, problematiche psicologiche che possiamo osservare in chi ha un Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA) è molto varia. 
Inoltre poichè il DSA è persistente anche in età adulta, seppure in alcuni in forme più o meno compensate, c'è il rischio di ricadute sul benessere psicologico a qualsiasi età
Per tale ragione prima si identificano i segnali di rischio e prima si interviene
Sarebbe auspicabile richiedere una valutazione approfondita dall'ultimo anno della scuola dell'infanzia/inizio scuola primaria, qualora si ravvisino delle difficoltà (in questo post parliamo dei segnali di rischio). 
Agire il prima possibile, fornisce pertanto una straordinaria opportunità: quella di aiutare il bambino/ragazzo a sentirsi più sicuro di sè, ad avere fiducia nel potercela fare a raggiungere qualsiasi traguardo, portarlo a credere che in realtà lui può molto di più di ciò che pensa di se stesso. 

a cura di Dott.ssa Simona Rattà. Articolo coperto da Copyright. 

[ (*) Searcy S. (1988), "Developing self-esteem", in Academic Therapy, vol. 23 (5), pp. 453-460; Wong B. (1996), The ABCs of learning disabilities, Academic Press, San Diego U.S.A]


 
 
 
 
 
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