Disgrafia o brutta grafia? - ODIPA Obiettivo Diagnosi e Intervento per l'Apprendimento

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Disgrafia o brutta grafia?

16.  Disgrafia o Brutta grafia?

 
 

La Disgrafia
Troppo spesso capita di scambiare una brutta grafia per un Disturbo Specifico di Apprendimento della Grafia (Disgrafia).
Ma in realtà, difficoltà e disturbo non sono la stessa cosa (in questo video
spieghiamo questa importante differenza)
Chi ha una brutta grafia non vuol dire che sia per forza "disgrafico", in quanto la difficoltà a produrre una grafia leggibile e ordinata può dipendere da diversi fattori.
La Disgrafia è un disturbo evolutivo specifico
di apprendimento della scrittura che riguarda la competenza grafo-motoria.
Si caratterizza per una oggettiva illeggibilità
della scrittura non solo per il lettore, ma anche per lo stesso bambino interessato, sia nella scrittura in corsivo, che in stampato minuscolo e maiuscolo, una lentezza significativa nell'atto grafico, con evidente affaticamento in attività di scrittura prolungata.
Si manifesta in persone con un livello intellettivo nella norma
, in assenza di patologie neurologiche e/o deficit sensoriali, creando una notevole interferenza con l’apprendimento scolastico e con le attività della vita quotidiana; la disgrafia inoltre non è dovuta a specifici effetti dell’insegnamento, e può essere diagnosticata a partire dalla fine della seconda classe della scuola primaria.
La "Consensus Conference" (2007) definisce il Disturbo Specifico di Scrittura
distinguendo due componenti:
- una di natura linguistica
(deficit dei processi di cifratura o disortografia)
- una di natura motoria
(deficit nei processi di realizzazione grafica o disgrafia).


Come si può distinguere il caso di un bambino con difficoltà a produrre una buona grafia da quello che ha invece un disturbo?
Una buona valutazione psicodiagnostica specialistica è il primo passo da seguire, poichè consente al clinico di evidenziare e valutare la leggibilità del testo prodotto, il rispetto del rigo, del margine, la presenza o meno di macro o micrografia, prensione e pressione della penna sul foglio, eventuali difficoltà di natura grafo-motoria, posturali, visuo-spaziali, visuo-percettive, visuo-motorie, le abilità motorie generali e fine-manuali, l'attenzione visiva e selettiva, la fluenza o rapidità di scrittura; inoltre di escludere o confermare la presenza /assenza di eventuali altre difficoltà/disturbi associati.
Per mettere ordine nel campo
, l’Associazione Italiana dei Ricercatori e degli esperti che si occupano di DSA, AIRIPA (Associazione Italiana per la Ricerca e l’Intervento nella Psicopatologia dell’Apprendimento) ha creato a ottobre 2010 un gruppo di lavoro ed evidenzia che: "Una difficoltà nel grafismo" (a differenza del disturbo specifico di apprendimento della grafia) "può invece avere un carattere temporaneo ed essere anche associato a fattori di ordine motivazionale ed emotivo".
Al contrario per la disgrafia occorre tenere in considerazione:
a) "le conseguenze adattive
: il problema di disgrafia interferisce con il percorso di apprendimento del bambino o gli impedisce di stare al passo coi compagni, rendendo difficile l’interpretazione della scrittura agli altri ma anche a sé o rallentando eccessivamente il processo";
b) "i
l profilo neuropsicologico: la presenza di un problema in processi cognitivi sottostanti la scrittura offre ulteriore supporto al fatto che il problema non è dovuto a situazioni temporanee e rende ragione della condizione predisponente al problema di disgrafia
".


 
 
 
L'immagine sottostante è stata realizzata dai colleghi di "allaboutlearningpress.com" ed è utile per tenere presente gli aspetti posturali legati al processo di scrittura
 
 
 
 
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