Cellulare in classe: si o no? - ODIPA Obiettivo Diagnosi e Intervento per l'Apprendimento

Vai ai contenuti

Menu principale:

Cellulare in classe: si o no?

"CELLULARE IN CLASSE: Si o No?"

Nell'era digitale è consentito
l'uso di cellulari in classe?
Cosa dicono le Circolari Ministeriali sull'uso degli smartphone, tablet in classe? Ne è consentito l'uso da parte degli studenti e da parte dei docenti? Proviamo a fare chiarezza, seguendo le indicazioni riportate nelle normative di riferimento.

 
Normativa del 2007
Sull'uso dei cellulari a scuola, nel 2007 il Ministro dell'istruzione Giovanni Fioroni firma la Circolare Ministeriale: 
Linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di telefoni cellulari e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari, dovere di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti”. 
Nel documento si cita testualmente che: 

“In via preliminare, è del tutto evidente che il divieto di utilizzo del cellulare durante le ore di lezione risponda ad una generale norma di correttezza che, peraltro, trova una sua codificazione formale nei doveri indicati nello Statuto delle studentesse e degli studenti, di cui al D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249. 
In tali circostanze, l’uso del cellulare e di altri dispositivi elettronici rappresenta un elemento di distrazione sia per chi lo usa che per i compagni, oltre che una grave mancanza di rispetto per il docente configurando, pertanto, un’infrazione disciplinare sanzionabile attraverso provvedimenti orientati non solo a prevenire e scoraggiare tali comportamenti ma anche, secondo una logica educativa propria dell’istituzione scolastica, a stimolare nello studente la consapevolezza del disvalore dei medesimi”

Il Garante per la Privacy nel 2012
Nel settembre del 2012, sulla stessa questione dell’uso degli smartphone in classe, interviene anche il Garante per la Privacy attraverso il vademecum “La privacy a scuola. Dai tablet alla pagella elettronica. Le regole da ricordare”. 
Nel documento si riferisce che:

“L’uso di cellulari e smartphone è in genere consentito per fini strettamente personali, ad esempio per registrare le lezioni, e sempre nel rispetto delle persone. 
Spetta comunque agli istituti scolastici decidere nella loro autonomia come regolamentare o se vietare del tutto l’uso dei cellulari. Non si possono diffondere immagini, video o foto sul web se non con il consenso delle persone riprese. 
E’ bene ricordare che la diffusione di filmati e foto che ledono la riservatezza e la dignità delle persone può far incorrere lo studente in sanzioni disciplinari e pecuniarie o perfino in veri e propri reati
Stesse cautele vanno previste per l’uso dei tablet, se usati a fini di registrazione e non soltanto per fini didattici o per consultare in classe libri elettronici e testi on line”.

A questo proposito appare dunque evidente dalle normative di riferimento che l'uso di dispositivi elettronici, quali smatphone e tablet è consentito solo per fini scolastici e di apprendimento dello studente, come ad esempio la registrazione del materiale di studio e non per divulgazione a terzi
Ad ogni modo, nei documenti citati, si rimanda all'autorizzazione degli Istituti Scolastici di riferimento, in quanto la scuola ha la piena autonomia decisionale sul consenso o dissenzo in materia di uso dei dispositivi in classe. 
In ogni Istituto scolastico è pertanto presente un Regolamento d'Istituto che andrà consultato, per non incorrere in sanzioni.
Altro punto chiave, ribadito sia della Circolare Ministeriale del 2007 e dal Garante della Privacy, riguarda il tema delle sanzioni in caso di infrazione disciplinare: è consentito ad esempio sequestrare dispositivi elettronici se espressamente non accettati in classe in base al Regolamento di Istituto, tuttavia la scuola non può trattenere il cellulare sequestrato oltre il termine dell’attività didattica; in casi di eventuale scorretto comportamento dell’alunno, la scuola può decidere di restituirlo ai genitori. 
E' vietato perquisire gli studenti, come svuotare le tasche dei jeans, controllare cappotti, zaini e simili, qualunque sia il Regolamento d’Istituto. L’unico caso in cui è permessa la perquisizione è solo in flagranza di reato, che non riguarda la detenzione di un cellulare o tablet.
Il divieto di utilizzare il telefono cellulare per scopi personali, durante le lezioni, vale anche per il personale docente, come già previsto da una circolare ministeriale (cfr. circolare n. 362 del 25 agosto 1998). 

L'uso/abuso in classe dei dispositivi elettronici
In conclusione di per sè tutti i dispositivi elettronici, smartphone, tablet, se usati per fini didattici o di studio, approfondimento, non sono dannosi, anzi in un'epoca digitale, numerosi studi confermano che se correttamente utilizzati possono essere molto efficaci e coinvolgenti per raggiungere l'obiettivo apprendimento.
Tuttavia possono avere un effetto negativo sulla produttività degli studenti se usati impropriamente, in quanto essendo accattivanti e stimolanti possono causare distrazione. Un esempio di distraibilità è il controllo costante e persistente dello schermo del telefono per monitorare l'ora, per visualizzare i messaggi o le notifiche dei social network; il giocherellare sotto il banco con i giochi elettronici; l'uso del cellulare a seguito di vibrazione per il messaggio, chiamate in arrivo (...) ovvero tutte azioni che, se ripetute con una certa frequenza nell'arco delle ore di lezione, comportano non solo un aumento delle difficoltà di attenzione e oncentrazione, ma anche un peggioramento delle performance e dei risultati scolastici.

 

 
 
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu