Archivio - ODIPA Obiettivo Diagnosi e Intervento per l'Apprendimento

Vai ai contenuti

Menu principale:

Archivio

Citazioni - Pensieri

 
Seguitemi sulla pagina Facebook "ODIPA", ogni giorno tanti nuovi aggiornamenti e informazioni utili! Clicca qui per saperne ancora di più a cura di Dott.ssa Simona Rattà
 
 
 

«Non hai avuto modo di scegliere i genitori che ti sei trovato, ma hai modo di poter scegliere quale genitore potrai essere» 
(Marian Wright Edelman)

Ricorda: 
le tue parole contano tanto quanto le tue azioni...
 
"Il cono dell'apprendimento" 
Come mai a scuola la maggior parte dei nostri alunni e studenti fatica a ricordare le informazioni da apprendere?
Al di là delle caratteristiche individuali, cognitive, emotive-motivazionali ed esperienze soggettive rilevanti, di seguito una spiegazione scientifica tratta da Edgar Dale del 1969 sul "Cono di Apprendimento" sempre utile da ricordare.
Orientiamoci verso il cambiamento, lasciamoci coinvolgere di più in ciò che insegniamo, per lasciare che si coinvolgano di più i nostri studenti. Ecco il grande potere "dell'apprendimento attivo".
Dobbiamo attrarre, incuriosire, stimolare, interessare, appassionare...non costringere, rimproverare, scoraggiare.
 
Gli esami nella vita..non finiscono mai...
Oltre 500 mila studenti alle prese con l'esame di maturità.
Momenti di grande ansia, di forti preoccupazioni, timore di sbagliare, di dimenticarsi ciò che si è studiato, con lunghe notti insonni di ripasso, difficoltà ad addormentarsi...Vi ricordate come ci si sentiva? Quali erano i vostri pensieri più frequenti in quei giorni?
Sia per chi ha studiato, sia chi no, questo è un periodo di grande stress psico-fisico ed emotivo per i nostri ragazzi.
Incoraggiamoli, spieghiamogli che la mente è ingannevole, che a volte ci fa fare pensieri negativi e catastrofici, legati alla paura del fallimento, all'ansia di non farcela, al timore di essere giudicati negativamente...ma che tuttavia un pò di ansia prima dell'esame è normale: per di più la scienza ci informa che spesso ci aiuta a rimanere più vigili, attenti e concentrati per far si che le nostre prestazioni siano migliori.
 
Condividiamo poi con loro i nostri ricordi, le nostre esperienze di quei giorni, proprio come è stato per noi con i nostri vissuti, il nostro esame di maturità. Questo ci aiuterà a sentirci più uniti e vicini nelle difficoltà dei nostri figli, e per loro sarà un momento per condividere cosa stanno vivendo in questo momento.
E' possibile affrontare al meglio questa esperienza non dimenticandoci di ricordargli che siamo fieri di loro, sempre e comunque.
 
Periodo di pagelle...
promozione o bocciatura?
- Probabile rischio "Numero Uno" dei prossimi giorni: continuare a guardare il negativo, pensare che ancora non va come dovrebbe andare, che tutto è inutile, perchè tanto più di questo non si può assolutamente fare...
- Probabile rischio "Numero due": tralasciare ciò che funziona, ciò che in parte ha funzionato, e che grazie all'impegno e al grande sacrificio si è riusciti ad ottenere.
In questi giorni, grandi ansie, preoccupazioni, timori, delusioni, pensieri frustranti, come: "mi sarei aspettata di più", "certi voti sono sconfortanti", "alcuni giudizi si potevano evitare", "lo sapevo che sarebbe andata così"
Pensieri di questo tipo aiutano noi e il nostro bambino?
Vi lascio una citazione per riflettere insieme sull'esperienza del fallimento, "vista" da altri "punti di vista". 
 
Ultimi Giorni di potenziamento per i bambini che si sono impegnati tantissimo questo anno scolastico, con i nostri laboratori...
...Ed ecco che ciascuno mi regala un qualsiasi pensierino come può...chi decide di farmi una barchetta di carta per ricordo, chi mi scrive le lettere dell'alfabeto su rotoloni di carta con tanti disegni, sillabe, parole e dediche, chi mi regala oggetti presi da casa, o dagli alberi di natale (dicendomi l'ho conservato apposta per te, ma mamma non lo sa!)
E il mio cuore si riempe di gioia...I bambini ti ringraziano a modo loro con semplicità e creatività.
Oggi voglio iniziare questa giornata dedicando anche a voi questo mio pensiero.
Sono sempre più convinta, che il più grande contributo che puoi dare non è qualcosa che fai, ma qualcuno che aiuti.
Questo è il più importante lavoro del mondo.
 


“Non è il cervello ad essersi evoluto per la scrittura
bensì è la scrittura ad essersi evoluta per il cervello.
...Imparare a leggere/scrivere consiste
nel connettere le aree visive con le aree del linguaggio”
-Stanislas Dehaene-


 


 



"Uguaglianza"
non è dare a tutti
la stessa cosa,
ma dare a ciascuno
ciò di cui ha bisogno.

 


 

“Apprendimento”
non è sinonimo di
“insegnamento”:

i bambini non è solo durante le attività programmate a scuola che “imparano”, perchè i bambini colgono ogni tipo di occasione per esplorare, ragionare, progettare.  I bambini nascono curiosi, nascono con la voglia di esplorare e scoprire. Ed è su questo slancio che si dovrebbero innestare i nostri interventi educativi (Ritsher, Staccioli, 2005).

 


 


"Costringere un bambino dislessico a leggere o a scrivere è altrettanto doloroso che far fare attività motoria ad un bambino spastico, o a fargli ingoiare ripetutamente una medicina amara"
(cit. Giacomo Stella)


 


 



“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre,
ma nell'avere nuovi occhi”
(Marcel Proust)

 


 


“Quello che le persone sentono
è altrettanto importante di ciò che fanno”
(Frederic B. Skinner)

 


 

L’apprendimento non deve limitarsi ad adeguarsi allo sviluppo ma deve in qualche modo precederlo fornendo al bambino le occasioni per operare ai limiti della propria competenza, nell’interazione con l’adulto o con un pari più competente, operando nella sua “zona di sviluppo prossimale” (Vygotskij, 1934).
Il sostegno fornito dall’insegnante o dal compagno più esperto può offrire un vero e proprio aiuto, uno “scaffolding”, “impalcatura” (Bruner, 1983) all’attività che il bambino svolge prima in collaborazione con l’altro, poi via via sempre più autonomamente, fino all’interiorizzazione completa del processo.

 


 


“La dislessia non è una porta murata, ma una porta chiusa a doppia mandata. Per aprirla bisogna trovare la chiave giusta”.
(cit. Filippo Barbera,
"Un’insolita compagna: la dislessia"
)  

 


 

"Mi dicono che non si può dare più tempo ad un dislessico per finire la verifica, perché non sarebbe giusto per gli altri.
Di solito rispondo :
“ Gli altri hanno il tempo per finire la verifica , il dislessico no”.

(cit. Giacomo Cutrera,
"Demone Bianco: una storia di dilessia")

 
 
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu