Abilità Visuo-motoria - ODIPA Obiettivo Diagnosi e Intervento per l'Apprendimento

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Abilità Visuo-motoria

Le abilità  

visivo-motorie

 
L’integrazione visuo – motoria fa riferimento al livello di coordinazione tra la percezione visiva e i movimenti delle dita-mano.
Lo sviluppo visuo-motorio nel bambino avviene nei primi anni di vita. Alcuni studi nel settore riportano che un bambino può aver sviluppato le abilità visive e motorie, ma può aver difficoltà ad integrarle.
Facciamo un esempio per capire meglio. Se chiediamo a un bambino di copiare delle figure geometriche con una matita, egli deve essere cosciente soprattutto della posizione e direzione degli stimoli rappresentati. Questa coscienza è possibile attraverso movimenti volontari dell’occhio verso una specifica direzione. Ai movimenti oculari si devono poi accompagnare movimenti del braccio e della mano per tracciare i segni grafici sul foglio. 
C’è da tenere presente che fin da piccolissimi i bambini sono in grado di disegnare linee verticali, orizzontali e circolari. Vi ricordate la fase del disegno, detta “fase dello scarabocchio”? In questa fase la coordinazione dell’occhio e della mano è ancora non del tutto matura, è molto limitata. Ma come fanno i bambini a scarabocchiare? Prima ancora di scarabocchiare i bambini osservano il contesto e apprendono il “come fareper imitazione: i movimenti oculari sono difatti esercitati proprio nel momento in cui il bambino osserva qualcuno mentre dimostra il compito nel contesto di riferimento.
A partire dalla scuola dell’infanzia è possibile osservare in alcuni bambini difficoltà nell'elaborare informazioni visive, nell'immaginare movimenti di oggetti o percorsi, nell’integrare le abilità percettive e motorie

Cerchiamo ora di capire a livello evolutivo, come si sviluppa la percezione e riproduzione spaziale di stimoli. Verrecken revisionando il lavoro di Piaget riscontrò due diversi livelli spaziali:
1) Dimensioni spaziali Topologiche (acquisite nei primi 5 anni di vita): i bambini apprendono e riproducono attributi spaziali come la vicinanza, la separazione, la continuità, discontinuità, il contenimento, l’inclusione di un oggetto in un altro;
2) Dimensioni spaziali Euclidee (acquisite tra i 5 e i 10 anni): includono la direzione, linee curve e rette, lunghezza e distanza; in questo periodo non solo i bambini sono in grado di percepire un oggetto in relazione ad altri oggetti e punti di vista, ma sviluppano le conoscenze della geometria proiettiva che progrediscono da questa fase in avanti.

E’ importante sottolineare che a volte lo sviluppo di queste, come di altre abilità, può avvenire in modo non lineare: si possono osservare arresti, o regressioni temporanee delle fasi di sviluppo. 
Occorre tenere presente che solitamente i deficit visuo-spaziali e di integrazione visuo-motoria incidono notevolmente sull'apprendimento scolastico
Nello specifico nei primi anni di scolarità la grafia appare può apparire irregolare nella forma, nelle dimensioni; possono essere presenti difficoltà nel seguire il rigo durante la lettura, difficoltà nell’utilizzo corretto dello spazio a disposizione sul foglio, problematiche in diverse discipline come aritmetica, matematica, geometria e scienze. Tutto ciò si può osservare anche in alunni brillanti, che tuttavia possono far più fatica in settoriali abilità cognitive. 
Quando vi sono dei dubbi sul funzionamento di queste importanti abilità è utile una buona valutazione psicodiagnostica, in vista di un potenziamento delle difficoltà osservate.


 
Ultima curiosità, se ci stiamo chiedendo:
nel nostro cervello dove ha luogo l’integrazione visuo-motoria?

Questo punto è interessante, in quanto i neuropsicologi attraverso diversi studi scientifici hanno localizzato le funzioni visuo-motorie nell’emisfero cerebrale destro e nella corteccia motoria opposta alla mano dominante (Hartlege e Lucas, 1976). 
 
Tuttavia altri Autori hanno concluso che è molto improbabile che un singolo punto del cervello possa ritenersi responsabile dell’integrazione dell’informazione visiva in distinti piani motori (Grafton et al., 1992), e che è più probabile che questa conversione avvenga in entrambe le aree associative motorie e sensoriali, ovvero nel cervelletto e nei nuclei subcorticali, in modo dinamico e parallelo. Secondo Rourke (1995) le difficoltà visuo-motorie o difficoltà di integrazione dipendono da “distruzioni” di diverse connessioni neurali della materia bianca che includono il lato destro e sinistro del cervello (corpo calloso in particolare), il fronte e il retro del cervello (per i compiti nuovi) e le aree dal basso all’alto del cervello (corteccia e tronco encefalico). 
Per quanto sia importante e di grande curiosità questo settore di conoscenze, la localizzazione cerebrale neuropsicologica delle aree deputate all’integrazione visuo-motoria richiede ulteriori studi di approfondimento.
 
Bibliografia: 
-“Developmental Test of Visual –Motor Integration”, Keith E. Beery (ristampa 2002) 
 
 
 
 
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