A scuola: l'agire o il non agire per la Dislessia - ODIPA Obiettivo Diagnosi e Intervento per l'Apprendimento

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A scuola: l'agire o il non agire per la Dislessia

"A scuola: l'agire o il non agire per la Dislessia"

 

La Dislessia è un disturbo Specifico di Apprendimento della lettura che comporta grande fatica nel leggere velocemente e/o correttamente un testo scritto.

 

Strumento compensativo si o no?

Se pensiamo alla dislessia, siamo principalmente motivati 

dal desiderio di aiutare chi è dislessico e a demistificare i falsi miti che ruotano intorno a questo disturbo. 

Ci sono stati periodi in cui la dislessia è stata ampiamente sconsiderata a scuola e come professionisti del settore abbiamo avviato e continuiamo ad avviare un grande dibattito culturale, di formazione e informazione, unendoci nello sforzo di sensibilizzazione sul tema,  integrando le numerose ricerche scientifiche nel campo.  
Ma ci accorgiamo ogni giorno che la consapevolezza che la dislessia esiste e non è una malattia, non è sufficiente.

Gli studenti possono realizzare il loro potenziale solo quando possono realmente mettere in luce le proprie competenze. Gli strumenti compensativi
e le misure dispensative, previste dalla  Legge (n.170/2010) sono stati pensati proprio per questo.
Oggi, nonostante tutto quello che sappiamo sulla dislessia attraverso la ricerca e la scienza, a troppi bambini e ragazzi viene negato questo diritto, e in alcune classi si vieta l’uso di strumenti compensativi e delle misure dispensative di cui hanno bisogno per apprendere.

In realtà, capita che a volte perdiamo molto tempo a negoziare sul fatto che un audiolibro si qualifica
o meno come un vero e proprio libro di testo, o ancora, se sia giusto o meno che ad uno studente dislessico sia concesso l’uso del computer in classe. Pensiamo e ci illudiamo che sia più facile e veloce utilizzare in classe un unico metodo per insegnare a tutti gli studenti ad apprendere, per poi rimanere sconcertati quando ci accorgiamo che in pratica non si riescono a soddisfare le esigenze di una molteplicità di studenti che funzionano diversamente nell’apprendere.

 


L'arresto dell'azione educativa
Quando ci fermiamo troppo a pensare se questi strumenti compensativi siano o meno equi per il resto del gruppo classe, succede che ancora un volta, quel motore iniziale che ci spinge ad aiutare chi ne ha bisogno, si spegne.
Si arresta la nostra azione educativa
. L’azione educativa negata o ritardata non aiuta, piuttosto inibisce le possibilità di successo dei nostri alunni.

 
Con la continua evoluzione delle tecnologie di apprendimento create apposta per supportare gli studenti dislessici nello studio, e una Legge di Stato, viene da riflettere su quale sia ancora il dubbio legato all’uso di questi strumenti in classe, e ciò che spinge alcuni educatori a negare categoricamente la possibilità di accedere in modo alternativo ai contenuti insegnati per imparare. 

Spesso non c’è solo un vuoto di conoscenza teorica e pratica, ma un vuoto di azione educativa. E 'ora che prendiamo le conoscenze, gli strumenti, le misure e la ricerca scientifica e le usiamo insieme per riaccendere il motore di azione. Agire realmente per la Dislessia significa utilizzare tutte le modalità possibili affinchè gli studenti dislessici possano realizzare appieno il loro potenziale.

a cura di Dott.ssa Simona Rattà
 
 
 
 
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